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Il Mediterraneo non è un confine: è la nostra casa comune. E sta affogando

  I ntroduzione editoriale Questo articolo nasce da mesi di osservazione silenziosa, conversazioni quotidiane e una crescente inquietudine. Non pretende di offrire un’analisi esaustiva: le crisi che attraversano il Mediterraneo — climatica, sociale, migratoria — sono troppo complesse per essere contenute in un solo testo. Ma proprio perché siamo immersi in questo contesto, a Mahdia come a Safi, a Sousse come a Tunisi, sento il dovere di dire ad alta voce ciò che molti vedono ma pochi esprimono: che le inondazioni non sono “disastri naturali”, che i sogni europei non sono ingenuità, che la povertà non è un blocco omogeneo — e che gli avvertimenti di anni fa sono stati ignorati non per incapacità, ma per scelta. Pubblico questo testo non come esperto, ma come residente, testimone e parte in causa. Nella speranza che, da entrambe le sponde del mare, qualcuno lo legga — e riconosca che il futuro comune non si costruisce con muri, ma con giustizia condivisa. -mm- Mahdia, Tunis...

Alla soglia del 2026: tra dolore collettivo e ricerca di un nuovo senso di casa

  Alla soglia del 2026: tra dolore collettivo e ricerca di un nuovo senso di casa Di –mm–, Mahdia (Tunisia), Dicembre 2025 – EuroExpat Hub Siamo ormai a un passo dal 2026, e guardandoci alle spalle vediamo un 2025 che si impone, senza mezzi termini, come uno degli anni più strazianti degli ultimi decenni. Da una posizione geografica che ci offre quasi un osservatorio privilegiato del dolore collettivo — non come spettatori distaccati, ma come testimoni partecipi — proviamo a fare conto di un’epoca segnata da tensioni crescenti, violenze inaudite e un diffuso senso di smarrimento. L’eco di quanto accaduto a Sydney riecheggia con forza nell’editoria contemporanea, trasformando un fatto di cronaca in simbolo di un malessere più vasto: il ricorrente, lacerante schema dell’“io contro gli altri”, alimentato da una logica umana spesso illogica, carica di paura, astio e solitudine. Di fronte a questo, molti si chiedono: come raccontare simili storie ai propri figli? Come trasmettere...

oltre logistica e cadmio

Fosfato tunisino: da problema nazionale a pilastro della sicurezza europea – oltre logistica e cadmio Analisi di –mm–, Mahdia (Tunisia), Dicembre 2025 – EuroExpat Hub 1. Introduzione: il fosfato come leva di sicurezza nazionale Per l’opinione pubblica, il fosfato è un minerale oscuro, legato a un’industria lontana e polverosa. Per le cancellerie europee, è diventato una questione di sicurezza nazionale . L’Unione Europea è un gigante agricolo ma un “nano” geologico: importa oltre il 90% della roccia fosfatica necessaria per produrre fertilizzanti — e dunque per garantire la propria sovranità alimentare . La guerra in Ucraina ha esposto con crudezza questa vulnerabilità: non si può più contare sulla Russia (PhosAgro), fornitore storico ora sanzionato; affidarsi al solo Marocco (OCP) significa accettare un monopolio commerciale e geopolitico con poche alternative. In questo scacchiere strategico, la Tunisia è l’unico pezzo mancante. A soli 200 km dalla Sicilia , con 2,5 mil...

l prezzo della menzogna — e chi paga il conto

Il prezzo della menzogna — e chi paga il conto Un gruppo di ricercatori dell’Università di Cambridge ha fatto qualcosa di semplice, e per questo geniale: ha messo un prezzo alla menzogna . Non alla menzogna astratta, ma a quella concreta, operativa, scalabile: quella che si compra in dollari — o yen, o rubli — per creare eserciti di account falsi, gonfiare profili, diffondere panico, orientare elezioni, rovinare reputazioni. Hanno costruito un indice globale dei costi per la verifica SMS , il passaggio tecnico che permette a un bot di fingersi umano. In Russia, costa 8 centesimi. In Giappone, quasi 5 dollari. L’obiettivo non è facilitare la frode, ma mappare l’economia dell’inganno : un mercato grigio, alla luce del sole, dove aziende specializzate vendono identità digitali come se fossero pacchetti dati. Lo studio è rigoroso, utile, persino coraggioso. Eppure, rischia di cadere nella trappola più insidiosa del nostro tempo: credere che basti misurare il sintomo per guarire la mala...

La Tunisia scommette su un’amnistia valutaria per salvare le riserve estere

  La Tunisia scommette su un’amnistia valutaria per salvare le riserve estere Di –mm–, Mahdia (Tunisia), Dicembre 2025 – EuroExpat Hub Nel centro di Tunisi, tra filiali bancarie chiuse e cambiavalute informali che operano nei vicoli di Avenue Habib Bourguiba, molti cittadini custodiscono da anni mazzi di euro o dollari fuori dal sistema finanziario. A breve, potrebbero depositarli in banca senza doverne giustificare l’origine —a patto di pagare una tassa una tantum. È la sostanza dell’ articolo 98 della Legge Finanziaria 2026 , attualmente all’esame del Parlamento tunisino. La misura, se approvata nella forma attuale, consentirebbe ai residenti di aprire conti in valuta estera senza l’autorizzazione preventiva della Banca Centrale (BCT) e di versare contanti in euro o dollari senza documentazione. L’obiettivo è chiaro: attrarre liquidità estera in un momento di grave penuria di riserve. Secondo dati ufficiali, le riserve valutarie della Tunisia coprono meno di tre mesi di impo...

أوروبا تُغلق حدودها، وتونس على حافة الانفجار

  أوروبا تُغلق حدودها، وتونس على حافة الانفجار بقلم –م.م–، المهدية (تونس)، ديسمبر 2025 – «يوروإكسبات هاب » في ليلة 8 و9 ديسمبر 2025، رفعت أكواب الشمبانيا في بروكسل احتفاءً بـ«توازن جديد» في ملف الهجرة. أما في تونس، فلم يرفع أحد كأسًا. لكنّ أحدًا لم ينهار أيضًا. فهنا، منذ زمن، يُدرك الجميع: «الحَالْ يجي من يدك». الحلّ في يدك أنت. وفي انتظاره، الحياة تمضي . لقد أقرّ مجلس الاتحاد الأوروبي للتوّ منعطفًا تاريخيًّا: استقبال أقلّ، وترحيل أكثر، واعتماد متزايد على الدول الثالثة لتولّي ما لم يعد الاتحاد يريد رؤيته. لكن إن كان هذا القرار نجاحًا بيروقراطيًّا في بروكسل، فهو في تونس حِمْلٌ إضافي فوق ظهرٍ لم يعد يحتمل. ومع ذلك، وكما دأبت، تقاوم شعوبنا. لا بصراخ، بل بكرامة. بواقعية. بتلك النزعة الفاطمية الواضحة التي نسميها هنا «الوَعْيَعيّة ». في صلب «الميثاق الأوروبي الجديد» آلية داخلية بسيطة: من لا يستقبل، يدفع. لكن لكي تعمل هذه الآلية، يجب أن تتلاشى وفود المهاجرين. وهكذا، يمتلئ الفراغ بضغوطٍ تُمارَس على من يعيش جنوب البحر الأبيض المتوسط. تونس، التي كانت يومًا شريكًا استراتيجيًّا، تهدّد...

L’Europa chiude le frontiere, la Tunisia rischia di scoppiare

  L’Europa chiude le frontiere, la Tunisia rischia di scoppiare Di –mm–, Mahdia (Tunisia), Dicembre 2025 – EuroExpat Hub Nella notte tra l’8 e il 9 dicembre 2025, a Bruxelles si è brindato a un “nuovo equilibrio” sulle migrazioni. A Tunisi, nessuno ha brindato. Ma nemmeno si è disperato. Perché qui, da tempo, si sa: el-7al yji men yedek — la soluzione viene dalle tue mani . E intanto si va avanti. Il Consiglio dell’Unione europea ha appena approvato una svolta epocale: meno accoglienza, più rimpatri, e una crescente delega ai paesi terzi per gestire ciò che l’UE non vuole più vedere. Ma se per Bruxelles si tratta di un successo burocratico, per la Tunisia è l’ennesimo peso che si aggiunge a un fardello già insostenibile. Eppure, come sempre, la gente resiste. Non con gridi, ma con dignità. Con pragmatismo. Con quel fatalismo lucido che da queste parti si chiama el-wa3i3iyya — il realismo. Al cuore del nuovo Patto europeo c’è un meccanismo interno: chi non accoglie, paga. Ma...