Post

Tra astri, cibo, giustizia e mercati: coincidenze culturali in un mondo in tensione

  Tra astri, cibo, giustizia e mercati: coincidenze culturali in un mondo in tensione Di –mm–, Mahdia (Tunisia), Dicembre 2025 – EuroExpat Hub Mentre il tempo accelera in questo inverno africano — freddo, tempestoso, quasi fuori stagione — qualcosa di antico resiste: il rito del cibo. In Tunisia come in Corea, in Messico come in Etiopia, il cibo non è semplice nutrimento. È memoria incarnata, rito collettivo, lingua silenziosa dell’appartenenza. Le ricette si tramandano non solo per ingredienti, ma per gesti, odori, silenzi condivisi. In un’epoca di omologazione globale, queste narrazioni culinarie diventano ancore emotive, modi per dire: «Io sono qui, e vengo da lì»[1]. Ma il bisogno di radicamento non si esprime solo attraverso il cibo. Si rivolge anche alle stelle. Nel dicembre 2025 — decimo mese dell’Anno del Serpente nel calendario lunare cinese, governato dal Topo e dall’elemento Acqua — le stelle parlano di bilanci, protezione e preparazione al nuovo ciclo[2]. In Brasi...

Che la festa inizi – o meglio, che la festa sia qui!

  Che la festa inizi – o meglio, che la festa sia qui!   Di –mm–, Mahdia (Tunisia), Dicembre 2025 – EuroExpat Hub La Grande Saga delle Festività 2026: un viaggio tra culture, calendari e desideri Anche quando nessuno sa più dove porti la pista. Secondo fonti attendibili, gli Stati Uniti mantengono — per il momento — un vantaggio sulla Cina di pochi nanosecondi nella corsa ai chip più avanzati. Una “vittoria” effimera, quasi invisibile, che tuttavia alimenta l’ennesimo capitolo della grande olimpiade tecnologica del nostro tempo . Una competizione globale in cui il futuro resta un’era di costante incognita. In questo clima di accelerazione ossessiva, tutto diventa prestazione: l’intelligenza, l’emozione, persino l’intimità. E così, mentre le potenze si sfidano a colpi di silicio e algoritmi, milioni di persone si preparano a vivere un momento radicalmente diverso: la Grande Saga delle Festività del 2026 , un raro incrocio di rituali che, in poche settimane, ci farà viaggi...

Abitare il tempo oltre la frammentazione del presente

  Abitare il tempo oltre la frammentazione del presente   Di –mm–, Mahdia (Tunisia), Dicembre 2025 – EuroExpat Hub Le distanze sono scomparse, ma la vicinanza non è aumentata. Anzi, la prossimità forzata — digitale, mediatica, globale — ha trasformato ogni festa, ogni usanza, ogni calendario non in un’occasione di incontro, ma in un terreno di confronto, talvolta di competizione simbolica. Si misurano gerarchie invisibili: chi celebra “meglio”, chi ha radici “più autentiche”, chi detiene il rito “più antico” o “più vero”. Con la fine del ciclo degli anni secondo il calendario gregoriano — non semplicemente del 2025, ma di un’epoca segnata dall’illusione della connessione totale — si impone una riflessione collettiva: nonostante i progressi tecnologici e le celebrazioni simulate in digitale, non siamo ancora riusciti, come umanità, a festeggiare insieme in modo autentico e condiviso. Questa assenza di un rito collettivo reale — non solo virtuale — ci spinge a interrogarci s...

Mahdia sotto la pioggia – e il richiamo della Dolce Vita

  Mahdia sotto la pioggia – e il richiamo della Dolce Vita   Di –mm–, Mahdia (Tunisia), Dicembre 2025 – EuroExpat Hub Oggi piove a Mahdia. Una pioggia sottile, quella che avvolge le cose in un velo di malinconia e nostalgia. Forse per questo, proprio in questa giornata uggiosa, sembra quasi un atto di coraggio inaugurare un nuovo ristorante — un gesto che sfida la grigia quotidianità con il ricordo di un’epoca dorata. Il locale, però, non è solo un luogo dove si mangia: è un omaggio. Un tributo al mito, alla bellezza e all’ambiguità di La Dolce Vita, il capolavoro del 1960 di Federico Fellini che, con la sua Palma d’Oro al Festival di Cannes, ruppe definitivamente con il neorealismo e diede forma a un nuovo linguaggio cinematografico. Il film si apre con un’immagine tra le più iconiche della storia del cinema: una statua di Gesù in gesso, sospesa a un elicottero, sorvola le rovine di un antico acquedotto romano. È un’immagine carica di simbolismo, che introduce lo spet...

Il Mediterraneo non è un confine: è la nostra casa comune. E sta affogando

  I ntroduzione editoriale Questo articolo nasce da mesi di osservazione silenziosa, conversazioni quotidiane e una crescente inquietudine. Non pretende di offrire un’analisi esaustiva: le crisi che attraversano il Mediterraneo — climatica, sociale, migratoria — sono troppo complesse per essere contenute in un solo testo. Ma proprio perché siamo immersi in questo contesto, a Mahdia come a Safi, a Sousse come a Tunisi, sento il dovere di dire ad alta voce ciò che molti vedono ma pochi esprimono: che le inondazioni non sono “disastri naturali”, che i sogni europei non sono ingenuità, che la povertà non è un blocco omogeneo — e che gli avvertimenti di anni fa sono stati ignorati non per incapacità, ma per scelta. Pubblico questo testo non come esperto, ma come residente, testimone e parte in causa. Nella speranza che, da entrambe le sponde del mare, qualcuno lo legga — e riconosca che il futuro comune non si costruisce con muri, ma con giustizia condivisa. -mm- Mahdia, Tunis...

Alla soglia del 2026: tra dolore collettivo e ricerca di un nuovo senso di casa

  Alla soglia del 2026: tra dolore collettivo e ricerca di un nuovo senso di casa Di –mm–, Mahdia (Tunisia), Dicembre 2025 – EuroExpat Hub Siamo ormai a un passo dal 2026, e guardandoci alle spalle vediamo un 2025 che si impone, senza mezzi termini, come uno degli anni più strazianti degli ultimi decenni. Da una posizione geografica che ci offre quasi un osservatorio privilegiato del dolore collettivo — non come spettatori distaccati, ma come testimoni partecipi — proviamo a fare conto di un’epoca segnata da tensioni crescenti, violenze inaudite e un diffuso senso di smarrimento. L’eco di quanto accaduto a Sydney riecheggia con forza nell’editoria contemporanea, trasformando un fatto di cronaca in simbolo di un malessere più vasto: il ricorrente, lacerante schema dell’“io contro gli altri”, alimentato da una logica umana spesso illogica, carica di paura, astio e solitudine. Di fronte a questo, molti si chiedono: come raccontare simili storie ai propri figli? Come trasmettere...

oltre logistica e cadmio

Fosfato tunisino: da problema nazionale a pilastro della sicurezza europea – oltre logistica e cadmio Analisi di –mm–, Mahdia (Tunisia), Dicembre 2025 – EuroExpat Hub 1. Introduzione: il fosfato come leva di sicurezza nazionale Per l’opinione pubblica, il fosfato è un minerale oscuro, legato a un’industria lontana e polverosa. Per le cancellerie europee, è diventato una questione di sicurezza nazionale . L’Unione Europea è un gigante agricolo ma un “nano” geologico: importa oltre il 90% della roccia fosfatica necessaria per produrre fertilizzanti — e dunque per garantire la propria sovranità alimentare . La guerra in Ucraina ha esposto con crudezza questa vulnerabilità: non si può più contare sulla Russia (PhosAgro), fornitore storico ora sanzionato; affidarsi al solo Marocco (OCP) significa accettare un monopolio commerciale e geopolitico con poche alternative. In questo scacchiere strategico, la Tunisia è l’unico pezzo mancante. A soli 200 km dalla Sicilia , con 2,5 mil...