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Non è solo politica. È umanità in caduta libera.

  Non è solo politica. È umanità in caduta libera. Questo non è un articolo di geopolitica. È un grido. Un monito. Un invito a svegliarci prima che il coma diventi irreversibile. Perché quando smettiamo di chiamare le cose con il loro nome — guerra, ingiustizia, ipocrisia — perdiamo non solo la parola, ma la coscienza. E senza coscienza, non c’è futuro. https://brerartexhibition-accattivante.blogspot.com/2025/09/guerra-travestita-da-pace-il-mondo-in.html

tra Milano e Tunisi, la fine di un sogno comune

 Il Mediterraneo come laboratorio del privilegio: tra Milano e Tunisi, la fine di un sogno comune Di -mm-, 6 aprile 2025 — Geopolitica del Sud A Milano, un miliardario egiziano paga 200.000 euro all’anno per vivere senza tasse su redditi e patrimoni esteri. A Tunisi, un ex insegnante francese paga 360 euro al mese per una villa con giardino.   Sono due storie diverse, ma raccontano lo stesso fenomeno: l’Europa del Nord che si trasferisce al Sud, in cerca di un altro modo di vivere. Non è più turismo. È residenza. È permanenza. È una nuova geografia del privilegio.   Eppure, dietro la dolce vita e il mito del “paradiso low-cost”, si nasconde una verità più amara: il Mediterraneo si sta spaccando in due, non per confini, ma per disuguaglianza. Da una parte, città come Milano diventano hub globali per l’élite finanziaria. Dall’altra, Paesi come la Tunisia rischiano di trasformarsi in enclave passive per pensionati europei, mentre i giovani locali guardano altrove, con ...

Il Sogno del Mediterraneo (e Perché Spesso Non Si Avvera)

  Europa in Tunisia: Il Sogno del Mediterraneo (e Perché Spesso Non Si Avvera) Una pensione francese, una villa a La Marsa, zero tasse. Il mito del “paradiso low-cost” attrae migliaia di europei. Ma la realtà è più complessa: costi nascosti, servizi fragili, una burocrazia lenta. E un paese che corre il rischio di diventare un’enclave per ricchi, mentre i tunisini la guardano da fuori. Di -mm-– Magazine Online | 5 aprile 2025   Il Fantasma dei Dati A Tunisi non esiste un registro degli stranieri aggiornato. Nessun censimento in tempo reale, nessuna dashboard governativa. Eppure, nelle strade di La Marsa, nei caffè di Hammamet, nei coworking di Sidi Bou Said, si sente un’altra lingua: il francese, l’italiano, l’inglese. Sono migliaia gli europei che vivono in Tunisia. Non in vacanza. Per sempre. Ma quanti sono? L’Ufficio Nazionale di Statistica (ONS) dice “pochi migliaia”. I consolati francesi e italiani parlano di oltre 30.000 persone. La verità? È nascosta tra l...
 Siamo arrivati alla terza puntata.   LO SCRIBA : https://differentdifferentperspectives.blogspot.com/   E con essa, una sorpresa: voi.   L’affluenza alla lettura, le voci che risuonano in altre lingue, gli occhi che si posano su queste parole a mezzanotte, in un angolo del mondo… Non lo aspettavamo. Eppure, eccoci.   Forse siete stanchi di storie vuote,di trame ripetute,di parole che non scavano. E forse proprio per questo, Lo Scriba vi ha trovati.   Perché non è un racconto. È un ladro di sentimenti. Rubati al tempo, al silenzio, ai sogni che non osiamo nominare. E li restituisce, avvolti nel vento di Cartagine, a chi ha il coraggio di leggere con il cuore.   Chi legge, entra nel cerchio. E da lì, non se ne va più.   Grazie per essere qui. Il racconto continua. Perché voi, lo avete fatto vivere.   English LO SCRIBA : https://differentdifferentperspectives.blogspot.com/ We’ve reached the thir...

Gaza, emozione e antropologia del conflitto

  Una terra tra memoria e oblio: Gaza, emozione e antropologia del conflitto "Questa estate che scorre nel Nord Africa, in quella terra antica e martoriata che è Gaza, sembra portare con sé il peso di secoli di storia non risolta. Una regione conosciuta dal tempo, ma poco vista – o meglio, vista solo attraverso il filtro distorto delle cronache mediatiche, delle semplificazioni ideologiche, del silenzio colpevole. Qui, in questo equilibrio precario tra il meglio e il peggio dell’umano, si consuma un dramma che non è nato ieri, ma che affonda radici profonde in una trama di colonialismi, identità, sacralità e potere intessuta nel corso di secoli.   Non mi sento preparato a parlare di Gaza. E forse, a ben vedere, pochi lo sono veramente. Non perché manchi l’informazione, ma perché ciò che manca è una visione d’insieme: una comprensione profonda dei fili che tessono questa tela complessa, fatta di religioni, migrazioni, imperi, utopie nazionali, traumi collettivi. Eppure, anc...

Buone vacanze!

 Pensieri lenti e veloci:  perché leggere Kahneman quest’estate (e perché è un libro antropologico): un libro da leggere (o rileggere) quest’estate Se state cercando un libro che vi accompagni con profondità e lucidità durante le vacanze, "Pensieri lenti e veloci" di Daniel Kahneman è una scelta imprescindibile. Pubblicato per la prima volta nel 2011 con il titolo originale Thinking, Fast and Slow, l’opera è stata tradotta in decine di lingue e ha raggiunto una risonanza globale che va ben oltre le vendite. Il suo impatto si misura non solo nei numeri, ma nell’influenza duratura che ha esercitato nel mondo accademico, nel business, nella politica e nella cultura popolare. È un libro che ha ridefinito il modo in cui pensiamo al pensiero stesso. Premio Nobel per l’economia nel 2002 grazie a decenni di ricerca condotta insieme al suo storico collaboratore Amos Tversky, Kahneman ci consegna in quest’opera un’analisi rivoluzionaria del processo decisionale umano. Ma Pensieri...

DOPPIA IMPOSIZIONE FISCALE

 DOPPIA IMPOSIZIONE FISCALE BLOCCO DEGLI ACCORDI INTERNAZIONALI ITAALIA TUNISIA: I l "doppio codice fiscale" agisce come un meccanismo di blocco che impedisce al sistema italiano di interfacciarsi correttamente con quello tunisino per applicare gli accordi contro la doppia imposizione, intrappolando il cittadino in una situazione di limbo amministrativo con gravi conseguenze pratiche e giuridiche. E pur sempre un vafer... dietro la leggerezza di un "wafer" si nasconde il peso di un sistema burocratico che, anziché servire, opprime. La retorica della "modernizzazione" e della "digitalizzazione" stride con la realtà di cittadini lasciati soli a combattere contro errori che non hanno commesso, costi che non dovrebbero sostenere e un'arroganza che non dovrebbero tollerare. La domanda rimane: fino a quando permetteremo che la vita di milioni di persone sia ridotta a un fragile waffer, facilmente sbriciolabile dall'inerzia e dalla comples...