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l prezzo della menzogna — e chi paga il conto

Il prezzo della menzogna — e chi paga il conto Un gruppo di ricercatori dell’Università di Cambridge ha fatto qualcosa di semplice, e per questo geniale: ha messo un prezzo alla menzogna . Non alla menzogna astratta, ma a quella concreta, operativa, scalabile: quella che si compra in dollari — o yen, o rubli — per creare eserciti di account falsi, gonfiare profili, diffondere panico, orientare elezioni, rovinare reputazioni. Hanno costruito un indice globale dei costi per la verifica SMS , il passaggio tecnico che permette a un bot di fingersi umano. In Russia, costa 8 centesimi. In Giappone, quasi 5 dollari. L’obiettivo non è facilitare la frode, ma mappare l’economia dell’inganno : un mercato grigio, alla luce del sole, dove aziende specializzate vendono identità digitali come se fossero pacchetti dati. Lo studio è rigoroso, utile, persino coraggioso. Eppure, rischia di cadere nella trappola più insidiosa del nostro tempo: credere che basti misurare il sintomo per guarire la mala...

La Tunisia scommette su un’amnistia valutaria per salvare le riserve estere

  La Tunisia scommette su un’amnistia valutaria per salvare le riserve estere Di –mm–, Mahdia (Tunisia), Dicembre 2025 – EuroExpat Hub Nel centro di Tunisi, tra filiali bancarie chiuse e cambiavalute informali che operano nei vicoli di Avenue Habib Bourguiba, molti cittadini custodiscono da anni mazzi di euro o dollari fuori dal sistema finanziario. A breve, potrebbero depositarli in banca senza doverne giustificare l’origine —a patto di pagare una tassa una tantum. È la sostanza dell’ articolo 98 della Legge Finanziaria 2026 , attualmente all’esame del Parlamento tunisino. La misura, se approvata nella forma attuale, consentirebbe ai residenti di aprire conti in valuta estera senza l’autorizzazione preventiva della Banca Centrale (BCT) e di versare contanti in euro o dollari senza documentazione. L’obiettivo è chiaro: attrarre liquidità estera in un momento di grave penuria di riserve. Secondo dati ufficiali, le riserve valutarie della Tunisia coprono meno di tre mesi di impo...

أوروبا تُغلق حدودها، وتونس على حافة الانفجار

  أوروبا تُغلق حدودها، وتونس على حافة الانفجار بقلم –م.م–، المهدية (تونس)، ديسمبر 2025 – «يوروإكسبات هاب » في ليلة 8 و9 ديسمبر 2025، رفعت أكواب الشمبانيا في بروكسل احتفاءً بـ«توازن جديد» في ملف الهجرة. أما في تونس، فلم يرفع أحد كأسًا. لكنّ أحدًا لم ينهار أيضًا. فهنا، منذ زمن، يُدرك الجميع: «الحَالْ يجي من يدك». الحلّ في يدك أنت. وفي انتظاره، الحياة تمضي . لقد أقرّ مجلس الاتحاد الأوروبي للتوّ منعطفًا تاريخيًّا: استقبال أقلّ، وترحيل أكثر، واعتماد متزايد على الدول الثالثة لتولّي ما لم يعد الاتحاد يريد رؤيته. لكن إن كان هذا القرار نجاحًا بيروقراطيًّا في بروكسل، فهو في تونس حِمْلٌ إضافي فوق ظهرٍ لم يعد يحتمل. ومع ذلك، وكما دأبت، تقاوم شعوبنا. لا بصراخ، بل بكرامة. بواقعية. بتلك النزعة الفاطمية الواضحة التي نسميها هنا «الوَعْيَعيّة ». في صلب «الميثاق الأوروبي الجديد» آلية داخلية بسيطة: من لا يستقبل، يدفع. لكن لكي تعمل هذه الآلية، يجب أن تتلاشى وفود المهاجرين. وهكذا، يمتلئ الفراغ بضغوطٍ تُمارَس على من يعيش جنوب البحر الأبيض المتوسط. تونس، التي كانت يومًا شريكًا استراتيجيًّا، تهدّد...

L’Europa chiude le frontiere, la Tunisia rischia di scoppiare

  L’Europa chiude le frontiere, la Tunisia rischia di scoppiare Di –mm–, Mahdia (Tunisia), Dicembre 2025 – EuroExpat Hub Nella notte tra l’8 e il 9 dicembre 2025, a Bruxelles si è brindato a un “nuovo equilibrio” sulle migrazioni. A Tunisi, nessuno ha brindato. Ma nemmeno si è disperato. Perché qui, da tempo, si sa: el-7al yji men yedek — la soluzione viene dalle tue mani . E intanto si va avanti. Il Consiglio dell’Unione europea ha appena approvato una svolta epocale: meno accoglienza, più rimpatri, e una crescente delega ai paesi terzi per gestire ciò che l’UE non vuole più vedere. Ma se per Bruxelles si tratta di un successo burocratico, per la Tunisia è l’ennesimo peso che si aggiunge a un fardello già insostenibile. Eppure, come sempre, la gente resiste. Non con gridi, ma con dignità. Con pragmatismo. Con quel fatalismo lucido che da queste parti si chiama el-wa3i3iyya — il realismo. Al cuore del nuovo Patto europeo c’è un meccanismo interno: chi non accoglie, paga. Ma...

Nexperia: non una crisi aziendale, ma il crocevia della nuova geopolitica dei chip

Nexperia: non una crisi aziendale, ma il crocevia della nuova geopolitica dei chip Ovvero: quando un MOSFET diventa il pretesto per riscrivere le regole del mondo Viviamo in un’epoca in cui il linguaggio non nomina più le cose — le traveste. Lo chiamiamo chip , e subito il cervello accende il crunch delle patatine — dorato, rassicurante, effimero. Ma sotto quel nome innocuo non c’è uno snack. C’è un nodo di potere: un millimetro quadrato di silicio in cui si decide chi guida, chi vola, chi si ferma. Chi ha la luce. Chi ha il motore. Chi ha il futuro. La vicenda Nexperia non è una crisi aziendale. È una rottura epistemologica: il momento in cui il simbolo si è staccato dalla sostanza così radicalmente che gli Stati hanno dovuto intervenire — non per difendere un’azienda, ma per riaffermare il controllo su ciò che il mondo si ostina a chiamare patatina . Il crocevia: Olanda, Cina, e una legge del 1952 A settembre 2025, l’Aia ha fatto qualcosa di inaudito: ha invocato per l...

Chips, Wafers, and Silicon

 Chips, Wafers, and Silicon: When the Symbol Erases History We live in an age where language has become a distorting mirror. A single word is enough—and the mind conjures an image: not the thing itself, but its edible, reassuring, consumable version.   “Chips”: not an object, but an echo. For many, it is the familiar crunch of a snack on supermarket shelves. For others, more discerning, it is a golden flicker in the gray routine of daily life—fragile, seductive, destined to dissolve between the fingers. Almost an unconscious metaphor for the ephemeral. And yet, this fragility carries a long history: from time immemorial, the desirable body—or its shadow—has been used as bait. From sacred courtesans to imperial triumphs, from religious icons to modern advertisements, pleasure has been turned into distraction, desire into an instrument of power. Today’s “chip” is our Helen: not the cause of war, but the acceptable pretext for concealing its true motives. ...

Patatine, wafer e chip

 Patatine, wafer e chip: quando il simbolo cancella la storia Viviamo in un’epoca in cui il linguaggio si è fatto specchio deformante. Basta una parola, e il cervello accende un’immagine — non la cosa, ma la sua versione commestibile, rassicurante, consumabile. “Patatina”: non un oggetto, ma un’eco. Per molti, il crunch familiare di uno snack sugli scaffali. Per altri, più smaliziati, un guizzo dorato nel grigio del quotidiano — fragile, seducente, destinato a dissolversi tra le dita. Quasi una metafora involontaria dell’effimero. Eppure, questa fragilità ha una lunga storia: da sempre, il corpo desiderabile — o la sua ombra — è stato usato come esca. Dalle cortigiane sacre ai trionfi imperiali, dalle icone religiose alle pubblicità moderne, il piacere è stato trasformato in distrazione, il desiderio in strumento di potere. La “patatina” di oggi è la nostra Elena: non causa della guerra, ma pretesto accettabile per nasconderne i veri moventi. “Wafer”: subito il marchio, la ...