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Pane Digitale e Rumore Bianco

Una  diagnosi reale e urgente : la distrazione sistemica sta indebolendo la capacità collettiva di affrontare questioni strutturali. Ma la sua forza sta nel descrivere un fenomeno , non nel denunciare un complotto . La differenza è sottile ma cruciale: nel primo caso possiamo intervenire; nel secondo, ci arrendiamo. Non siamo vittime di un piano segreto. Siamo cittadini immersi in un ecosistema progettato per altre finalità (profitto, engagement) che ha effetti collaterali politici devastanti. Riconoscere questa distinzione è il primo passo per riprenderci lo spazio cognitivo necessario a costruire alternative — non come ribelli contro un nemico invisibile, ma come progettisti consapevoli di mondi possibili. P ane Digitale e Rumore Bianco: Come veniamo distratti mentre il mondo cambia L'articolo completo in  La Lente parziale :  <<<ClicK.   Un’analisi per tutti — 3 febbraio 2026 Iniziamo da una domanda semplice Quante volte oggi avete aperto il...

Chunyun 2026

  Chunyun 2026  Il respiro del ritorno: Chunyun 2026 e l’anima nomade dell’umanità Lunedì 2 febbraio ha preso il via chunyun — la «corsa della primavera» — quel miracolo antropologico che ogni anno trasforma la Cina in un fiume in movimento. Quest’anno, 9,5 miliardi di spostamenti in 40 giorni: un numero che supera, da solo, la somma di tutti i viaggi aerei mondiali annuali. Ma dietro questa cifra vertiginosa non c’è solo logistica: c’è l’eco di un bisogno antico, universale. Huì jiā — «tornare a casa» — non è un tragitto, è un rito. Un richiamo che attraversa generazioni, campagne e metropoli, per rannodare ciò che il tempo e la modernità hanno allentato. Immagina quel primo treno che lascia Pechino: non trasporta solo corpi. Porta nián gāo ancora caldi preparati da nonne lontane mille chilometri, risate trattenute per mesi, silenzi carichi di cose non dette ma finalmente condivise. Ogni finestrino è uno schermo su una storia: il migrante che stringe una busta con i ri...

La crisi della sovranità abitativa e cognitiva

  Un filo logico tra la concretezza fisica del disagio abitativo e l'astrazione pericolosa della disinformazione digitale. È un esempio perfetto di come la "dispersione" non sia solo un fenomeno termodinamico, ma una patologia sociale moderna. ________________________________________ Case fredde, menti annebbiate: Mahdia e la crisi della sovranità abitativa e cognitiva di -MM- Marco Monguzzi -marca temporale dom. 01/02/2026 h 10.08.34 am. Mahdia Mahdia, 1° febbraio 2026 — Alle 8:30 del mattino, il termometro segna 11°C. Non è un’anomalia meteorologica: è un sintomo. Un sintomo di un divario strutturale tra il potenziale climatico della costa mahdiana — 300 giorni di sole all’anno, inverni miti per definizione — e la realtà abitativa di edifici progettati per un clima che non esiste più. Senza riscaldamento centralizzato, con infissi ereditati dagli anni Ottanta e murature che disperdono il calore come setaccio, queste case non sanno trattenere ciò che il sole offre gr...

quando-la-morte-viene-conteggiata

 È un testo che scuote perché toglie l'alibi della "fatalità". Non c'è nulla di fatale in una gestione che ha trasformato il Mediterraneo in un algoritmo di profitto e perdita.  https://provaeeeeee.blogspot.com/2026/01/quando-la-morte-viene-conteggiata.html

Après Harry : la Méditerranée blessée et la leçon que personne ne veut entendre

  Après Harry : la Méditerranée blessée et la leçon que personne ne veut entendre di -MM- 26/01/2026 Capo Africa Mahdia. Comment un cyclone extratropical a mis à nu les fragilités de l’aquaculture nord-africaine — et pourquoi la résilience climatique est un bien commun qui ne connaît pas de frontières Introduction : Quand la mer se révolte Le 24 janvier 2026, peu après 8 heures du matin, les pêcheurs de Mahdia voient à l’horizon quelque chose d’inédit : ce n’est pas une tempête ordinaire, mais un mur d’eau qui avance avec une rage silencieuse. En moins de six heures, le cyclone Harry — un monstre météorologique né de la collision entre l’air arctique et la chaleur saharienne — frappe les côtes tunisiennes avec des vagues hautes comme des immeubles de trois étages. À Sidi Daoud, la mer se soulève de 1,8 mètre au-delà du niveau normal. Dans le golfe de Hammamet, les cages offshore craquent, les filets se déchirent, et des centaines de milliers de dorades et de loups s’échappen...