🇮🇹 Chi siamo, davvero? La comunità italiana in Tunisia tra storia e numeri

 🇮🇹 Chi siamo, davvero? La comunità italiana in Tunisia tra storia e numeri

Quando parliamo di “italiani in Tunisia”, l’immagine che salta subito alla mente è quella dei pensionati o dei professionisti in cerca di un clima migliore e di una vita più tranquilla. Ma la realtà è stratificata, e i numeri raccontano una storia più complessa.
C’è prima di tutto una comunità storica, fatta di discendenti di quell’ondata migratoria dell’Ottocento e dei primi del Novecento che, al suo picco, superò le centomila presenze. Oggi quella presenza è residuale, ma custodisce una memoria vivissima del Paese e una rete di rapporti che ancora oggi influenza la vita quotidiana di molte città.
Accanto a loro, c’è la realtà di oggi: una quota di “presenze fluttuanti” stimata in alcune centinaia di persone tra professionisti, imprenditori e pensionati che trascorrono qui meno di 183 giorni l’anno, o che mantengono la residenza formale in Italia per ragioni burocratiche, fiscali o mediche. E poi ci sono gli iscritti all’AIRE.
Tra il 2012 e il 2022, la comunità italiana registrata è praticamente raddoppiata, passando da circa 3.500 a quasi 7.000 unità. Ma se guardiamo al periodo 2022-2026, la crescita si è assestata intorno alle 7.500 unità, segnalando un chiaro rallentamento strutturale.
Cosa significa, nella pratica?
Che la fase “entusiastica” e pionieristica dei trasferimenti di massa verso il Nord Africa è alle nostre spalle. La Tunisia resta una meta straordinaria per la defiscalizzazione delle pensioni (con un abbattimento fino all’80% dell’imponibile lordo), ma il mercato si è stabilizzato. Oggi chi sceglie di iscriversi all’AIRE lo fa con una pianificazione finanziaria e sanitaria molto più attenta e consapevole. Allo stesso tempo, parte della “vecchia guardia” dei primi flussi sta gradualmente rientrando in Italia, portando il saldo anagrafico verso una fase di sostanziale stagnazione.
Non stiamo assistendo a un crollo, ma a una frenata netta: meno nuovi ingressi, più rimpatri. Questo cambio di rotta non è casuale. È il riflesso di tre fattori precisi – economici, normativi e sociali – che stanno ridefinendo le regole del gioco per chi sceglie di vivere qui. E capire questi meccanismi, oggi, è il primo passo per muoversi con consapevolezza, senza illusioni né allarmismi.

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