L’Europa compra gli Stati Uniti
“L’Europa compra gli Stati Uniti? No, ma il tavolo è già occupato dal banco”
Fake News – Satira con radici nel reale (e ghiaccio galleggiante)
Bruxelles, 20 gennaio 2026 — In seguito a una “riunione tecnico-strategica informale di livello COREPER II+”, tenutasi in un parcheggio sotterraneo del Berlaymont (per ragioni di “sicurezza acustica”), i rappresentanti degli Stati membri avrebbero approvato all’unanimità — con astensione della Slovenia, preoccupata per l’impatto sulle vacanze dei suoi cittadini — la Procedura di Convergenza Asimmetrica Accelerata tra Unione Europea e Stati Uniti d’America, nota internamente come Project Liberty Swap.
L’operazione, formalmente non un’annessione né un’acquisizione, ma una “riallocazione volontaria di sovranità residua in regime di partenariato orizzontale”, prevede l’acquisto simbolico degli USA al prezzo di:
45
trilioni di Eurobond a rendimento zero,
pagabili
in:
12 miliardi di crediti di carbonio non verificati (scadenza: mai),
37 pacche sulle spalle certificate ISO 9001 (con attestato di “empatia strutturale”),
e un voucher per un weekend a Bruxelles con colazione inclusa (esclusi weekend del Consiglio Europeo).
A guidare le trattative: Giorgia Meloni, nominata “Alta Rappresentante per la Sovranità Simulata”, grazie alla sua “capacità di pronunciare autonomia strategica senza sorridere, nemmeno per errore”.
La Groenlandia: non più terra, ma merce logistica
Il vero collaterale dell’operazione non è il PIL americano, ma la Groenlandia, ora ridefinita come “Zona di Interesse Comune per la Sicurezza Energetica e il Raffreddamento Passivo dell’AI”.
Il piano prevede:
Il rimorchio di tre iceberg di classe A-68 dal Mare di Weddell al Mediterraneo, con scalo tecnico a Mahdia (previa autorizzazione del comune per “intralcio alla pesca artigianale”);
La loro conversione in datacenter galleggianti alimentati a freddo artico, gestiti da un consorzio franco-tunisino sotto licenza Microsoft Azure (con clausola di “neutralità climatica soggettiva”);
L’installazione di un hub per droni di sorveglianza climatica sulla costa di Sfax, con slogan ufficiale: “Il tuo clima, la nostra governance.”
“Non stiamo spostando ghiaccio”, ha precisato un funzionario della DG CLIMA, mentre firmava un ordine di servizio per un caffè. “Stiamo implementando una misura di adattamento transfrontaliero basata su asset naturali mobili.”
Il Sud Globale: clausola obbligatoria, voce esclusa
Nel contratto allegato (Annex VII-bis: “Disposizioni per il Sud non Strategico”), gli USA avrebbero imposto una condizione irrinunciabile:
Lo spostamento ufficiale del confine meridionale del Texas nel Canale di Sicilia, con effetto immediato e retroattivo al 1° gennaio 2025.
Tale modifica permetterà agli Stati Uniti di “subappaltare la gestione dei flussi umani non autorizzati” a un algoritmo predittivo sviluppato da Neuralink-Musk Security, già testato in Arizona con un tasso di accuratezza del 78% (il restante 22% è classificato come “rumore emotivo”).
In cambio, l’UE si impegna a:
Fornire ai governi del Maghreb moduli formativi in inglese tecnico su “come dire no con empatia” (versione aggiornata con emoji inclusive);
Installare nei porti di Tunisi, Tripoli e Misurata totem biometrici con interfaccia in dialetto locale, ma database centralizzato a Langley, backup a Tel Aviv, e assistenza clienti a Bangalore.
“È inclusione con efficienza”, ha commentato un diplomatico italiano, mentre caricava un selfie davanti al totem. “Finalmente i migranti potranno essere respinti con un linguaggio che capiscono… anche se la decisione viene presa a 8.000 km di distanza.”
⚠️ ATTENZIONE: QUESTA È UNA FAKE NEWS SATIRICA
Ma la struttura che imita è reale — e questo è il punto.
L’UE usa davvero termini come “convergenza asimmetrica” per descrivere relazioni profondamente diseguali (es. accordi con i Balcani o il partenariato con i Paesi africani).
Gli iceberg sono stati oggetto di progetti di rimorchio (Arabia Saudita negli anni ’70; oggi studi UE su “uso del ghiaccio per raffreddamento locale”).
Il confine esterno dell’UE è già militarizzato e digitalizzato: sistemi come EUROSUR, AI-powered border surveillance, e database biometrici (Eurodac, SIS) sono operativi.
Esistono Eurobond a rendimento zero: strumenti finanziari reali, usati per finanziare progetti verdi o di resilienza, spesso senza trasparenza democratica.
La satira non inventa il potere. Lo descrive con le sue stesse parole — fino a farle suonare ridicole. Perché lo sono.
Eppure, qualcuno deve ricordare: il tavolo è vuoto
In un sistema globale che assomiglia a un algoritmo difettoso — addestrato su dati coloniali, ottimizzato per la concentrazione, bugiardo nella sua neutralità — l’unico modo per non essere “processati” è mantenere un’organizzazione mentale propria.
Se il mondo è un Monopoly truccato, l’unica mossa strategica è smettere di usare i loro dadi.
Non
perché si rinuncia a giocare.
Ma perché si sceglie di costruire
un altro tavolo.
Uno dove:
Il valore non si misura in Eurobond, ma in capacità di cura;
La sovranità non è un brand da esportare, ma una pratica quotidiana di parola tenuta;
E l’“intelligenza” non è un algoritmo che decide chi merita acqua, luce o dignità, ma una comunità che decide insieme, in dialetto, cosa serve domani.
La
Groenlandia non ci salverà.
Gli USA non saranno mai in vendita.
E
la BCE non emetterà mai obbligazioni per la giustizia.
Ma
qui, a Mahdia, a Dakar, a Palermo — nelle
pieghe del Sud che il sistema globale considera “periferia”
— si sta già giocando un’altra partita.
Senza dadi
preconfezionati.
Senza piatti vuoti.
Con le mani sporche di
terra, di sale, di parole non traducibili.
Perché
la
vera autonomia non è controllare il banco.
È
non
aver bisogno del casinò.
E
forse, un giorno, saranno loro a chiederci in prestito i
dadi.
Speriamo che li restituiscano puliti.
-mm-
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